Anche quest’anno, puntuale come le zanzare a giugno, è arrivata la dozzina del Premio Strega 2025. Un mix di nomi noti e nuove voci, grandi editori e realtà indipendenti, che offre uno spaccato interessante della narrativa italiana contemporanea.
I dodici finalisti del Premio Strega 2025
Ecco i dodici libri selezionati per la LXXIX edizione del Premio Strega:
- Valerio Aiolli, Portofino blues (Voland), proposto da Laura Bosio.
- Saba Anglana, La signora Meraviglia (Sellerio Editore), proposto da Igiaba Scego.
- Andrea Bajani, L’anniversario (Feltrinelli), proposto da Emanuele Trevi.
- Elvio Carrieri, Poveri a noi (Ventanas), proposto da Valerio Berruti.
- Deborah Gambetta, Incompletezza. Una storia di Kurt Gödel (Ponte alle Grazie), proposto da Claudia Durastanti.
- Wanda Marasco, Di spalle a questo mondo (Neri Pozza), proposto da Giulia Ciarapica.
- Renato Martinoni, Ricordi di suoni e di luci. Storia di un poeta e della sua follia (Manni), proposto da Pietro Gibellini.
- Paolo Nori, Chiudo la porta e urlo (Mondadori), proposto da Giuseppe Antonelli.
- Elisabetta Rasy, Perduto è questo mare (Rizzoli), proposto da Giorgio Ficara.
- Michele Ruol, Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia (TerraRossa), proposto da Walter Veltroni.
- Nadia Terranova, Quello che so di te (Guanda), proposto da Salvatore Silvano Nigro.
- Giorgio van Straten, La ribelle. Vita straordinaria di Nada Parri (Laterza), proposto da Edoardo Nesi.
Questa selezione rappresenta un equilibrio tra grandi case editrici e realtà indipendenti, segno di una crescente apertura verso voci nuove e diverse nel panorama letterario italiano.

Temi e tendenze: tra intimità e impegno
“I titoli candidati all’edizione 2025 del Premio Strega rispecchiano nell’insieme una pluralità di generi e generazioni. Ogni gamma della prosa contemporanea è rappresentata: romanzo, memoir, narrativa non-fiction, graphic novel, romanzo biografico, giallo, noir, thriller, distopico (ma nessun fantasy). Tuttavia i romanzi veri e propri non sono la maggioranza. Predomina il racconto dell’Io: la cosiddetta autofiction o l’autobiografia vera e propria che ricorre, coi suoi fasti e le sue miserie. Il leit motiv di quest’anno è la follia. Sbriciolamento dell’Io, depressione, crollo psichico. Nel 2025 la salute mentale è un’emergenza sociale, ma anche letteraria. Infine, qualche parola sulla lingua. Tranne che in pochi ambiziosi romanzi simbolisti o sperimentali, si tratta perlopiù di un italiano funzionale. Il dialetto, impiegato nella narrativa di consumo come vezzo di colore, quasi un arredo di scena, diventa ormai nei romanzi di ambientazione contemporanea una scelta voluta di personaggi italofoni, il ricordo (anche polemico o comico) delle radici nella piccola patria, ormai aperta al mondo globale” ha sottolineato Melania G. Mazzucco, Presidente del Comitato direttivo composto da Pietro Abate, Giuseppe D’Avino, Valeria Della Valle, Alberto Foschini, Paolo Giordano, Dacia Maraini, Gabriele Pedullà, Stefano Petrocchi, Marino Sinibaldi e Giovanni Solimine
Assenze che fanno riflettere
Tra le opere escluse, si nota l’assenza di autori come Claudia Verna, la cui recente pubblicazione aveva ricevuto apprezzamenti dalla critica, l’ex ministro della Cultura Dario Franceschini, Michele Masneri, Raffaele Nigro. Una constatazione che invita a riflettere sulle dinamiche di selezione e sulla necessità di continuare a valorizzare una pluralità di voci.
Conclusioni: uno sguardo al futuro
La dozzina del Premio Strega 2025 offre uno spaccato interessante della letteratura italiana, con un equilibrio tra tradizione e innovazione. Per chi, come noi, si occupa di editing e ghostwriting, è uno stimolo a continuare a sostenere la qualità e la diversità nella scrittura. In attesa di scoprire il vincitore, previsto per il 3 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, non resta che augurare buona lettura a tutti.

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