Hai finito il tuo romanzo. Lo hai riletto, corretto, magari fatto leggere a qualcuno di fiducia. E ora arriva quel momento tanto atteso quanto temuto: inviare il manoscritto a una casa editrice. Un clic può cambiare tutto. O perdersi nel nulla di una casella email piena di proposte. La differenza, spesso, la fanno i dettagli: come ti presenti, come scrivi la mail, come mostri il tuo lavoro.

Vediamo allora come proporre un manoscritto nel modo giusto, con rispetto per chi lo leggerà e con la consapevolezza di chi sa di avere qualcosa da dire.

1. Prepara il manoscritto come se fosse già un libro

Prima di pensare all’invio, chiediti: il mio testo è davvero pronto?
Non serve che sia perfetto (l’editing arriverà dopo), ma deve essere curato, coerente, leggibile. Niente refusi, errori banali o impaginazioni caotiche.

Consiglio pratico.
Invia il file in formato .doc o .docx, con:

  • carattere Times New Roman o Garamond, 12 pt;
  • interlinea 1,5;
  • margini standard;
  • numeri di pagina.

Aggiungi sempre la copertina provvisoria del manoscritto (titolo, nome, contatti) e una scheda tecnica con:

  • genere letterario;
  • numero di battute o cartelle editoriali;
  • breve sinossi (massimo 10 righe).

2. Scegli l’editore giusto per la tua storia

Non tutte le case editrici pubblicano tutto. Un romanzo fantasy non ha spazio in un catalogo di saggistica e un memoir non troverà posto in una collana di narrativa YA.

Il segreto è mirare, non sparare nel mucchio. Studia il catalogo, leggi i libri pubblicati, guarda se ci sono titoli “simili” al tuo. Se sì, sei sulla buona strada.

Evita le case editrici a pagamento (quelle che chiedono contributi): un editore serio investe sul testo, non sull’autore.

3. Scrivi una mail di presentazione breve, chiara e professionale

L’oggetto della mail deve dire subito di cosa si tratta: “Proposta di pubblicazione – Titolo del manoscritto – Genere”

Nel corpo del messaggio bastano poche righe. Niente presentazioni chilometriche o discorsi sulla “passione per la scrittura”. Gli editor cercano concretezza e chiarezza.

Esempio:

Buongiorno,

mi chiamo [Nome Cognome] e vorrei sottoporre alla vostra attenzione il mio romanzo [Titolo], un testo di [genere] di circa [numero] battute.
In allegato troverete sinossi e prime 30 cartelle del manoscritto.

Vi ringrazio del tempo e resto a disposizione per qualsiasi informazione.

Cordiali saluti,
[Nome Cognome]
[Email] – [Telefono]

Semplice, rispettoso, professionale. La tua voce autoriale parlerà nel testo, non nella mail.

4. Allegati indispensabili: sinossi e biografia autoriale

Oltre al manoscritto (integrale o parziale, secondo le istruzioni dell’editore), allega due brevi documenti:

  • Sinossi: un riassunto chiaro dell’intera storia, con inizio, sviluppo e fine. Niente suspense o “non posso dire come finisce”: gli editor devono sapere tutto per valutarne la tenuta narrativa.
  • Biografia: poche righe su di te, concentrandoti su ciò che serve al libro.
    Non servono premi scolastici o passioni per la lettura: bastano poche informazioni pertinenti e credibili.

Esempio:

Nato a Roma nel 1987, lavoro come grafico editoriale. La notte in cui smettemmo di dormire è il mio primo romanzo.

5. Attendere (con fiducia, non ossessione)

Le case editrici ricevono centinaia di manoscritti ogni mese.
Le risposte possono arrivare dopo settimane, mesi o non arrivare affatto.

Può essere frustrante, ma non scoraggiarti. Il silenzio non è sempre un rifiuto: spesso è solo il segno di un settore saturo e lento.

Nel frattempo, continua a scrivere. Il modo migliore per farti notare è avere qualcosa di nuovo da proporre.

6. Se arriva un “no”, non è la fine

Un rifiuto non dice che non sai scrivere. Dice solo che, in quel momento, quella storia non è adatta a quel catalogo.

Molti autori pubblicati oggi hanno ricevuto decine di “no” prima del “sì”.
La differenza sta nella costanza e nella capacità di migliorarsi.

7. Il ruolo dell’editor (prima dell’invio)

Un occhio professionale può fare la differenza tra un testo “promettente” e uno “pronto”. Un editor aiuta a snellire, dare ritmo, trovare coerenza. E a volte, suggerisce anche a quali editori proporre un testo, perché conosce il mercato.

Investire in un editing prima dell’invio significa presentarsi al meglio, come un autore consapevole e professionale.

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