Mercoledì 3 giugno, al Teatro Romano di Benevento, sono stati annunciati i finalisti del Premio Strega 2026. La cinquina, come già accaduto negli anni passati (nel 2020, per esempio), diventa sestina: lo consente l’articolo sette del regolamento, che prevede il ripescaggio del titolo più votato tra gli editori medio-piccoli qualora nessuno di essi sia già presente tra i primi cinque classificati.
I sei romanzi in gara sono I convitati di pietra di Michele Mari (Einaudi), Platone. Una storia d’amore di Matteo Nucci (Feltrinelli), La sonnambula di Bianca Pitzorno (Bompiani), Donnaregina di Teresa Ciabatti (Mondadori), Lo sbilico di Alcide Pierantozzi (Einaudi) e Vedove di Camus di Elena Rui (L’orma).
La rosa mette insieme voci molto diverse tra loro: la fantasia visionaria di Mari, il rigore filosofico di Nucci, la narrativa popolare e civile di Pitzorno, l’autofinzione graffiante di Ciabatti. Chiudono la lista Pierantozzi, presenza doppia nel panorama dei premi (concorre infatti anche al Campiello) e Elena Rui, che porta in finale il catalogo de L’orma, casa editrice indipendente.
Il vincitore sarà incoronato l’8 luglio al Campidoglio, scelta simbolica che rende omaggio a Roma, città in cui il premio è nato e cresciuto. Qui potete trovare maggiori dettagli sulla cinquina e tenervi aggiornati sul Premio.

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