In attesa della premiazione prevista per l’8 luglio 2026, cerchiamo di capire meglio come funziona questo prestigioso premio.

Il Premio Strega è il riconoscimento letterario più importante d’Italia, ma il suo meccanismo di selezione resta, ancora, poco noto al di fuori degli addetti ai lavori. Non sono le case editrici a presentare le candidature, e non è una giuria di critici a decidere a porte chiuse: ma un sistema più articolato, nato nel 1947 da un’idea della scrittrice Maria Bellonci, e rimasto sorprendentemente fedele alla sua impostazione originaria.

Chi sono gli «Amici della domenica»

Il cuore del meccanismo è un corpo elettorale chiamato Amici della domenica, il nome con cui Bellonci battezzò il gruppo di scrittori, intellettuali e giornalisti che si riuniva nel suo salotto romano fin dal 1944. Oggi sono circa 460 persone: scrittori, critici, giornalisti, traduttori, editori, accademici.

Nel tempo il corpo elettorale si è progressivamente allargato. Alla giuria storica si sono aggiunti, in tempi diversi, lettori «forti» selezionati nel mondo delle professioni, voti collettivi da biblioteche, scuole e università. E, dato sempre più rilevante, votanti dall’estero selezionati attraverso gli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nell’edizione più recente, il corpo elettorale complessivo ha raggiunto gli 800 aventi diritto.

Come si arriva alla candidatura

Il processo si sviluppa in tappe precise:

1. La segnalazione. Ogni Amico della domenica può segnalare, con il consenso dell’autore, un’opera che ritiene meritevole. Ogni segnalazione deve essere accompagnata da un breve giudizio critico. Un’opera può ricevere una sola segnalazione per Amico.

2. La selezione dei candidati ammessi. Il Comitato direttivo valuta le proposte arrivate e seleziona un numero massimo di dodici opere ammesse a partecipare ufficialmente.

3. La prima votazione. A giugno gli Amici votano e determinano i cinque libri più votati (la famosa Cinquina), che accedono di diritto alla fase finale.

4. La clausola dell’editore medio-piccolo. È uno degli elementi più distintivi del regolamento: se tra i primi cinque classificati non figura almeno un libro pubblicato da un editore medio-piccolo, accede comunque alla finale il titolo (tra quelli di piccola/media editoria) con il punteggio più alto, dando vita a una finale a sei o più candidati. Questa regola è scattata diverse volte nella storia del premio, proprio per garantire una rappresentanza che altrimenti rischierebbe di essere dominata dai grandi gruppi editoriali.

5. La votazione finale. Circa due settimane dopo la prima votazione, ogni Amico esprime una sola preferenza tra i finalisti. Il vincitore riceve un premio in denaro di 5.000 euro, offerto da Strega Alberti di Benevento, l’azienda del liquore che dà il nome al premio.

Le regole meno conosciute

Alcuni dettagli del regolamento raccontano la filosofia del premio:

  • Il voto è sempre garantito in modo anonimo, anche nella sua componente telematica.
  • Gli ex vincitori non possono ricandidarsi prima di tre edizioni successive.
  • Possono concorrere solo opere di narrativa in lingua italiana, pubblicate in prima edizione tra il 1° marzo dell’anno precedente e il 28 febbraio dell’anno in corso.
  • Le decisioni del Comitato direttivo sono inappellabili: ogni controversia si chiude con il suo giudizio definitivo.
  • Non possono far parte del Comitato direttivo i dipendenti delle case editrici ammesse in gara, una clausola pensata per limitare i conflitti di interesse.

Un premio che è anche un termometro editoriale

Al di là del meccanismo formale, lo Strega funziona anche come fotografia dello stato dell’editoria italiana in un dato anno. La distribuzione dei candidati tra grandi gruppi e case editrici indipendenti, il peso della clausola sul «medio-piccolo», la crescente importanza del voto estero: sono tutti segnali di come il sistema editoriale italiano si stia trasformando, e di come il premio stesso provi (con risultati alterni) a restare rappresentativo di quella trasformazione.

Accanto al premio principale sono nati negli anni riconoscimenti collaterali: lo Strega Giovani, lo Strega Europeo, lo Strega Poesia, lo Strega Ragazze e Ragazzi.

Perché conoscere questo meccanismo è utile

Per chi lavora nell’editoria, o semplicemente segue da vicino il mondo del libro, capire come funziona la selezione dello Strega permette di leggere con più consapevolezza le polemiche che ogni anno accompagnano l’annuncio della dozzina e della sestina finalista. Molte critiche al premio, sulla rappresentanza di genere, sul peso dei grandi editori, sulla composizione della giuria, si comprendono meglio conoscendo l’architettura precisa del meccanismo di voto, più che limitandosi a guardare il risultato finale.



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